Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia Romagna

Pubblicazioni

Gessi e Solfi della Romagna Orientale

a cura di Maria Luisa Garberi, Piero Lucci e Stefano Piastra

I progetti a carattere multidisciplinare promossi dalla Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna e dai gruppi speleologici ad essa federati si susseguono, ormai da diversi anni, con ritmo frenetico. Tutte le aree carsiche regionali sono state e saranno oggetto di studi articolati e complessi, compendiati in corpose monografie edite con cadenza quasi annuale.
Questo libro, accanto a temi più familiari quali i fenomeni carsici nel gesso, è centrato su un argomento inusuale – le miniere di zolfo – che, all’atto pratico, ha richiesto l’acquisizione di nuove competenze e nuovi strumenti per affrontare, in sicurezza, un ambiente, certo di grande fascino
e interesse, ma oggettivamente pericoloso.
Il progetto Gessi e solfi della Romagna orientale è, ancora una volta, il risultato di una straordinaria collaborazione tra FSRER, istituti universitari, associazioni locali, ricercatori e singoli studiosi in grado di affrontare argomenti e temi anche distanti dagli interessi usualmente connessi con il mondo della speleologia. (altro…)


Speleologia Emiliana n° 6 – 2015

Speleologia Emiliana n° 5 - 2014
Ed eccoci con un nuovo numero di Speleologia Emiliana, il sesto dell’ultima serie per la precisione, con una Redazione, in parte, rinnovata.
Dopo la monografia sulla Federazione, riportata nel quinto numero, per celebrare il quarantesimo anno della Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna, si torna al formato classico, con articoli sull’attività dei vari gruppi, delle scuole e del
soccorso, con alcuni contributi scientifici, altri esplorativi e con articoli riguardanti le attività collaterali a quella speleologica (spesso svolte in collaborazione con enti e istituzioni esterne al mondo della speleologia).
Il contenuto di questo numero è frutto di due anni di attività speleologica ed è dimostrato dalla grande mole di contributi pervenuti (perlomeno rispetto al numero quattro).
Quello che però lascia sperare in una relativa ripresa dell’attività speleologica in Regione è il numero di contributi concernenti l’attività dei singoli gruppi (in questo numero ben il 90% dei gruppi federati scrive di sè, cosa mai avventuta in quest’ultima serie di Speleologia Emiliana) e soprattutto la presenza di diversi articoli relativi all’attività coordinata e impostata su progetti, di Federazione o meno, spesso frutto di un lavoro intergruppo.
A questo punto non resta che leggere il presente numero e sperare che il prossimo sia ancora più corposo e denso di contributi.
Buona lettura.

Stefano Rossetti
Redazione Speleologia Emiliana

 

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I gessi di Brisighella e Rontana

STUDIO MULTIDISCIPLINARE DI UN’AREA CARSICA NELLA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA
a cura di Piero Lucci, Stefano Piastra

I gessi di Brisighella e Rontana

Il volume I Gessi di Brisighella e Rontana rappresenta, in ordine di tempo, la terza monografia dedicata alla Vena del Gesso romagnola ricompresa tra le Memorie dell’Istituto Italiano di Speleologia e pubblicata sotto l’egida della Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna, del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola e della Regione Emilia-Romagna, Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli.
Preceduto da Il progetto Stella-Basino (2010) e da I Gessi e la cava di Monte Tondo (2013), e parte di un più ampio progetto di ricerca ed editoriale destinato, nei prossimi anni, a coprire interamente la Vena con ulteriori due libri incentrati sui Gessi di Tossignano e Monte del Casino e sui Gessi di Monte Mauro, il lavoro in oggetto riguarda il settore orientale delle evaporiti romagnole, ubicate in Comune di Brisighella. (altro…)


Speleologia Emiliana n° 5 – 2014

Speleologia Emiliana n° 5 - 2014
Le genti di questo lembo di pianura che si stende fra il Po e l’Appennino e fra due mari hanno sempre manifestato di possedere la tendenza ad una sorta di individualismo solidale, le cui massime espressioni si possono storicamente riconoscere nell’istituzione dei Comuni e nella pratica della cooperazione. Qui perfino le grandi aggregazioni confessionali e sociali e le conseguenti accese conflittualità sollecitate dalla politica e talvolta dalla religione paiono aver inculcato nelle persone solo il meglio: un sentito reciproco rispetto per la diversità delle opinioni altrui ed una diffusa disponibilità a far fronte insieme alle difficoltà, in vista del bene comune. La si potrebbe definire una “terra di mezzo”, ponte millenario di transito fra Nord e Sud, laboratorio di idee e di sperimentazioni, legato alla tradizione ma aperto al nuovo ed ove – fra mille eccezioni e contraddizioni e quindi in generale – si può ritenere che nel mondo piccolo dell’anima ben poco sia mutato dal tempo in cui Don Camillo e Peppone condividevano i loro giorni con grinta, generosità e passione anche se, nella realtà, i contrasti erano ben più profondi e non di rado crevano pesanti lacerazioni.
In questo contesto culturale, di cui ci sentiamo orgogliosi depositari, viviamo il quarantesimo Anniversario della nostra Federazione Speleologica Regionale, lontani dall’autocompiacimento e davvero solo per concederci un attimo, far punto, ripensare a ieri per poter guardare con fiducia al domani.
La FSRER è certamente un frutto minore, ma non atipico di questa terra dell’Emilia-Romagna; trae le sue origini dal 1953 e nel ‘59 è la prima forma di associazione regionale di Gruppi Speleologici sorta nel nostro Paese. L’iniziativa di riunire intorno ad un tavolo i loro rappresentanti – lo ricordiamo – venne dal Prof. Mario Bertolani, mosso dall’unico, arduo intento programmatico di giungere alla formazione del Catasto delle grotte dell’ER. Si erano appena spenti gli echi di una guerra disastrosa e il desiderio di ricostruire un Catasto Regionale quando anche quello Nazionale era andato in parte distrutto, poteva sembrare un tantino velleitario, ma incredibilmente gli speleologi convenuti a Modena, rappresentanti di sei Gruppi, si costituirono in quella “Commissione Regionale per il Catasto delle cavità naturali dell’Emilia Romagna” che quindici anni più tardi si sarebbe evoluta in un organismo più articolato e ambizioso: la “Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna”. (altro…)


Speleologia Emiliana n° 4 – 2013

Speleologia Emiliana n° 4 - 2013Ancora una volta, nonostante le ristrettezze economiche determinate dagli inevitabili tagli dei contributi della Regione, si è stati in grado di realizzare il presente numero di Speleologia Emiliana e di finire i molti progetti in essere, nonché di attivarne altri. Questo è stato possibile grazie ai consolidati e positivi rapporti con i parchi carsici (Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa e Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola) e con il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione Emilia-Romagna, che hanno permesso di dare continuità alle iniziative della FSRER.
É ormai terminato il “Progetto Gypsum LIFE – Natura e Biodiversità”, finalizzato a interventi di pulizia e riqualificazione di doline, inghiottitoi e grotte, e all’installazione di cancelli allo scopo di tutelare le colonie di chirotteri, che le frequentano. La Federazione vi ha partecipato attivamente sin dalle fasi iniziali di progettazione e stesura, dopodiché è stato portato a termine dai singoli Gruppi. Continua, inoltre, il capillare monitoraggio delle acque carsiche regionali in collaborazione con l’Università di Bologna. Sempre nell’ambito del progetto LIFE si stanno individuando altri interventi da fare, utilizzando le risorse economiche residue.
Nel frattempo è stato avviato, con il Parco della Vena del Gesso Romagnola e con la Banca del Germoplasma della Tuscia dell’Università di Viterbo, un progetto che prevede la riproduzione e la reintroduzione di Asplenium Sagittatum all’interno del Parco. Si tratta di una felce rara in Italia e presente nella Vena del Gesso Romagnola solo all’ingresso della Grotta del Re Tiberio (ER-RA 36), ma ormai estinta da oltre sessanta anni a causa della raccolta indiscriminata e della distruzione del suo habitat da parte della cava. L’obiettivo del progetto sarà riprodurre le piante in laboratorio, tramite le spore prelevate da felci conservate presso gli erbari, per poi reintrodurle in ambiente cioè, in sostanza, agli ingressi delle grotte. Si inquadra nel più vasto progetto dell’Assemblea delle Nazioni Unite del 2010 “Anno Internazionale della Biodiversità” e della “Strategia Nazionale per la Biodiversità 2011-2020” adottata dall’Italia. È un programma di lavoro che, se realizzato, vedrà impegnata la FSRER per alcuni anni a testimonianza, ancora una volta, della sua attenzione alla biodiversità e, in particolare, a quella in ambiente carsico. (altro…)


I gessi e la cava di Monte Tondo

STUDIO MULTIDISCIPLINARE DI UN’AREA CARSICA NELLA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA
a cura di Massimo Ercolani, Piero Lucci, Stefano Piastra, Baldo Sansavini

I GESSI E LA CAVA DI MONTE TONDO

Il volume I Gessi e la cava di Monte Tondo si inserisce nell’alveo di una serie di pubblicazioni relative alla Vena del Gesso romagnola caratterizzate da area oggetto di studio estremamente limitata e grande dettaglio di analisi. La prima monografia in tal senso fu Le grotte della Vena del Gesso romagnola.
I Gessi di Rontana e Castelnuovo (1999), poi seguita in tempi più recenti da Il progetto Stella-Basino (2010), ricompresa, come il presente libro, all’interno delle “Memorie dell’Istituto Italiano di Speleologia”: l’idea di fondo, pur mantenendo il filo conduttore della multidisciplinarità, è e resta quella di affiancare a opere generali sull’intera Vena (ad esempio la guida del 2010 nata sotto l’egida del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola) o su tutti gli affioramenti gessosi emiliano-romagnoli (il libro Speleologia e geositi carsici in Emilia-Romagna (2011), sviluppatosi in collaborazione con il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli regionale), opere con taglio più profondo e specialistico. (altro…)


Speleologia Emiliana n° 3 – 2012

Speleologia Emiliana n° 3 - 2012Un anno è trascorso dalla precedente pubblicazione della nuova serie di “Speleologia Emiliana”, un anno in cui la Federazione e i Gruppi che la compongono hanno sviluppato un’intensa attività.
Anche se può sembrare scontato, è importante ricordare che l’attività è stata incentrata sullo studio, la divulgazione e la tutela delle aree carsiche regionali; sul contributo di merito alla stesura delle nuove norme regionali riguardanti i Parchi e sul futuro della Federazione rinnovandone lo statuto.
I consolidati e positivi rapporti con i Parchi carsici (Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa e Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola) e con il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione Emilia-Romagna, hanno permesso di dare continuità alle iniziative federali.
Si è partecipato ufficialmente, per la prima volta, a un evento scientifico internazionale: il 7° Euregeo “European Congress on Regional Geoscientific Cartography and Information Systems” (“Congresso Europeo sulla Cartografia e i Sistemi Informativi Geologici”), organizzato dal Servizio Geologico e Sismico della Regione Emilia-Romagna.
Il progetto “Gypsum LIFE- Riqualificazione delle Cavità Carsiche”, avviato con i Parchi regionali in ambito europeo, è alle battute finali. Nel Parco della Vena del Gesso Romagnola, dove da oltre un anno cinque Gruppi sono impegnati in interventi di riqualificazione e disostruzione di complessivi venti siti tra doline, inghiottitoi e grotte, dopo oltre 450 ore di lavoro volontario ha portato alla rimozione di circa 60 q di rifiuti cui vanno aggiunti altri 400 q di sfridi industriali di pelle per scarpe. I lavori sono attualmente terminati: resta solo da rimuovere la rete metallica di recinzione del Parco del Carnè e da chiudere le cinque grotte individuate con il Parco. (altro…)


Speleologia Emiliana n° 2 – 2011

Speleologia Emiliana n° 2 - 2011L’uscita del secondo numero della nuova serie di “Speleologia Emiliana” ci dà spazio per riflettere sull’attività della nostra Federazione in quest’ultimo anno.
Purtroppo la scomparsa di Antonio Rossi, fondatore della nostra Federazione, assieme a Mario Bertolani, ci priva di un punto di riferimento che per decenni ha animato la vita della comunità speleologica regionale.
Grazie all’impegno ed agli indirizzi proposti da Antonio Rossi, la FSRER è riuscita a concretizzare nel tempo, molti ed ambiziosi obiettivi, volti all’esplorazione, allo studio, alla divulgazione ed alla salvaguardia delle aree carsiche regionali.
I rapporti con i Parchi carsici (Parco regionale dei Gessi bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa e Parco regionale della Vena del Gesso romagnola) e con il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione Emilia-Romagna sono stretti e proficui. (altro…)


Speleologia e geositi carsici in Emilia-Romagna

A cura di Piero Lucci e Antonio Rossi

Questo volume è la sintesi di un lungo lavoro che ha visto la Federazione Speleologica Regionale e i Gruppi ad essa federati impegnarsi per decenni nello studio e nella esplorazione delle aree carsiche dell’Emilia-Romagna. Queste comprendono vaste zone ipogee accessibili, in genere, con molta difficoltà e quindi sconosciute ai più. Si tratta di ambienti spesso molto complessi e di straordinario interesse scientifico. Scopo principale di questa pubblicazione è far conoscere ad un sempre più vasto pubblico l’originale e fragile patrimonio carsico epi- e ipogeo presente nella nostra regione affinché sia protetto e salvaguardato con la massima cura.
Soltanto una diffusa conoscenza e un’attenzione costante possono infatti creare i presupposti basilari per una loro efficace difesa. (altro…)


Speleologia Emiliana n° 1 – 2010

Copertina Speleologia Emiliana 1 - 2010Con questo numero riprende la pubblicazione di “Speleologia Emiliana”, Rivista della Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna sospesa con il n.14/15, IV Serie, del 2003/2004.
Come per il passato, le sue pagine sono a disposizione dei nostri Speleologi che desiderano esporre i risultati delle loro attività, condotte in regione o al di fuori di essa, affinché resti nel tempo la documentazione di quanto operato e nessun contributo recato alla ricerca speleologica corra il rischio di andare disperso o essere dimenticato. Al di là di questo intento la FSRER, che in questi ultimi anni si è severamente impegnata nella pubblicazione di alcune importanti monografie, non nutre alcun altro e più ambizioso proposito.
Ai Gruppi che non hanno un proprio organo di stampa ed ai loro Speleologi che vogliono anticipare i risultati degli studi che -una volta completati- potranno comparire sulla nostra prestigiosa Rivista Nazionale “Speleologia”, della Società Speleologica Italiana o altrove, viene nuovamente offerta questa possibilità: una risorsa di cui dovranno giovarsi. (altro…)


Il progetto Stella-Basino

A cura di Paolo Forti e Piero Lucci

Il progetto Stella-Basino

Studiare una grotta è come tessere le trame di un racconto che inizia lontano nel tempo e che, come avviene in ogni narrazione, è l’intreccio di tanti mutamenti. Leggere ciò che è accaduto implica pazienza, attenzione e, soprattutto, possedere più codici di interpretazione. Lo studio della grotta Stella-Basino inizia nel 1912 con le ricerche del naturalista friulano Giovanni Battista De Gasperi che percorse esternamente la Valle del Rio Stella ed ipotizza un corso sotterraneo delle sue acque.
Tra il 1952 e il 1955 si susseguono alcune campagne di esplorazioni del Gruppo “Pellegrino Strobel” di Parma; mentre dal 1957 iniziano le ricerche dei gruppi speleologici di Faenza a cui si  deve il primo rilievo dell’intero sistema. Sottolineare la linea temporale delle esplorazioni è importante per comprendere l’importanza e la ricchezza dei risultati raggiunti e perché la  conoscenza di un grande sistema carsico si costruisce nel tempo, con il contributo di tanti, e mai si esaurisce. Convinti di ciò, quando abbiamo iniziato il “Progetto Stella-Basino”, abbiamo  cercato di aggregare, oltre agli speleologi della Regione, le Istituzioni, e quegli esperti che hanno contribuito, nel tempo, a studiare ed a far conoscere in Italia e nel mondo la Vena del Gesso  Romagnola. La nostra Federazione Speleologica Regionale, organizzatrice del Progetto ha coinvolto, tra gli altri, il Servizio Geologico Sismico e dei Suoli della Regione Emilia-Romagna, il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, il Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa nonché alcuni ricercatori delle Università di Bologna e di Modena-Reggio Emilia. Costante è poi stato il rapporto con le Comunità locali che vivono a pochi passi dalle grotte della Vena e che, come abbiamo constatato in più occasioni, poco o nulla sapevano di questi ambienti nascosti. Fondamentali sono anche stati i ripetuti incontri con i ragazzi delle scuole di primo grado della zona, cercati e voluti sia dai loro insegnanti che dagli speleologi. (altro…)


Una vita dalla parte della natura – Studi in ricordo di Luciano Bentini

A cura di Stefano Piastra

Una vita dalla parte della natura - Studi in ricordo di Luciano Bentini

Ad un anno quasi esatto dalla sua scomparsa, la Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna ha accolto la proposta del Gruppo Speleologico Faentino di dare il patrocinio a  questa pubblicazione in memoria di Luciano Bentini (1934-2009): doveroso omaggio ad un protagonista della speleologia romagnola per molti decenni. Bentini non ha mai avuto un ruolo  di primo piano nella gestione della Federazione. In alcuni momenti il suo carattere passionale ha anzi creato tensioni e conflitti. Questo non gli ha però mai impedito di riconoscersi in essa e di contribuire alla vitalità della speleologia nella nostra regione. Ha infatti curato il primo numero di “Memorie di Speleologia Emiliana” (1995), una collana voluta dalla Federazione Speleologica Regionale. Si tratta di un omaggio a Giovanni Bertini Mornig, pioniere delle esplorazioni speleologiche in Romagna, del quale venne pubblicato un testo rimasto inedito per  circa 30 anni.
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