{"id":853,"date":"2015-02-08T09:19:53","date_gmt":"2015-02-08T08:19:53","guid":{"rendered":"http:\/\/fsrer.it\/site\/?p=853"},"modified":"2018-11-25T15:11:03","modified_gmt":"2018-11-25T14:11:03","slug":"speleologia-emiliana-n-5-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fsrer.it\/site\/speleologia-emiliana-n-5-2014\/","title":{"rendered":"Speleologia Emiliana V serie &#8211; n\u00b0 5 \u2013 2014"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/speleologia-emiliana-5-2014-cover-.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-371\" title=\"speleologia-emiliana-5-2014-cover\" src=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/speleologia-emiliana-5-2014-cover-.png?w=211\" alt=\"Speleologia Emiliana n\u00b0 5 - 2014\" width=\"211\" height=\"300\" \/><\/a><br \/>\nLe genti di questo lembo di pianura che si stende fra il Po e l\u2019Appennino e fra due mari hanno sempre manifestato di possedere la tendenza ad una sorta di individualismo solidale, le cui massime espressioni si possono storicamente riconoscere nell\u2019istituzione dei Comuni e nella pratica della cooperazione. Qui perfino le grandi aggregazioni confessionali e sociali e le conseguenti accese conflittualit\u00e0 sollecitate dalla politica e talvolta dalla religione paiono aver inculcato nelle persone solo il meglio: un sentito reciproco rispetto per la diversit\u00e0 delle opinioni altrui ed una diffusa disponibilit\u00e0 a far fronte insieme alle difficolt\u00e0, in vista del bene comune. La si potrebbe definire una \u201cterra di mezzo\u201d, ponte millenario di transito fra Nord e Sud, laboratorio di idee e di sperimentazioni, legato alla tradizione ma aperto al nuovo ed ove &#8211; fra mille eccezioni e contraddizioni e quindi in generale &#8211; si pu\u00f2 ritenere che nel mondo piccolo dell\u2019anima ben poco sia mutato dal tempo in cui Don Camillo e Peppone condividevano i loro giorni con grinta, generosit\u00e0 e passione anche se, nella realt\u00e0, i contrasti erano ben pi\u00f9 profondi e non di rado crevano pesanti lacerazioni.<br \/>\nIn questo contesto culturale, di cui ci sentiamo orgogliosi depositari, viviamo il quarantesimo Anniversario della nostra Federazione Speleologica Regionale, lontani dall\u2019autocompiacimento e davvero solo per concederci un attimo, far punto, ripensare a ieri per poter guardare con fiducia al domani.<br \/>\nLa FSRER \u00e8 certamente un frutto minore, ma non atipico di questa terra dell\u2019Emilia-Romagna; trae le sue origini dal 1953 e nel \u201859 \u00e8 la prima forma di associazione regionale di Gruppi Speleologici sorta nel nostro Paese. L\u2019iniziativa di riunire intorno ad un tavolo i loro rappresentanti &#8211; lo ricordiamo &#8211; venne dal Prof. Mario Bertolani, mosso dall\u2019unico, arduo intento programmatico di giungere alla formazione del Catasto delle grotte dell\u2019ER. Si erano appena spenti gli echi di una guerra disastrosa e il desiderio di ricostruire un Catasto Regionale quando anche quello Nazionale era andato in parte distrutto, poteva sembrare un tantino velleitario, ma incredibilmente gli speleologi convenuti a Modena, rappresentanti di sei Gruppi, si costituirono in quella \u201cCommissione Regionale per il Catasto delle cavit\u00e0 naturali dell\u2019Emilia Romagna\u201d che quindici anni pi\u00f9 tardi si sarebbe evoluta in un organismo pi\u00f9 articolato e ambizioso: la \u201cFederazione Speleologica Regionale dell\u2019Emilia-Romagna\u201d.<!--more--><br \/>\nSe, come abbiamo osservato, \u00e8 vero che per motivi storici e culturali l\u2019accordo fra gli uomini \u00e8 pi\u00f9 facilmente realizzabile qui che altrove, non possiamo negare quanto sia pi\u00f9 difficile e inconsueto rilevare tale fenomeno fra entit\u00e0 organizzate, ariamente disseminate in pi\u00f9 provincie, composte da giovani mediamente inferiori a vent\u2019anni, assimilabili solo grazie al fatto ch\u2019esse conducono la stessa attivit\u00e0 speleologica. Ebbene, la Commissione Catastale e poi la FSRER sono giunte a comprendere fino a tredici Gruppi Speleologici della Regione, all\u2019interno della quale si possono poi verificare altre vistose anomalie nei confronti del panorama associazionistico nazionale: nel 1962 la fusione della PASS con il GS Duca degli Abruzzi nell\u2019 USB, nel 1966 quella del Gruppo Speleologico Citt\u00e0 di Faenza con il GS Vampiro nel GS Faentino e, nel 1975, ancora a Bologna, la federazione fra il GSB e l\u2019 USB. Questi processi hanno valorizzato le rispettive eccellenze e le reciproche complementariet\u00e0 ed hanno grandemente giovato alla funzionalit\u00e0 ed alle potenzialit\u00e0 dei Gruppi e della Federazione stessa.<br \/>\nIl merito di aver ideato e costruito con paziente sapienza e con la forza dell\u2019esempio un luogo d\u2019incontro ed uno strumento di condivisione, aderendo al quale ogni singola Associazione si impegnava a collaborare con le altre superando gli ostacoli dovuti alle diverse specificit\u00e0, a talora gravi carenze formative e materiali e nondimeno ad un clima di aperta competizione, va indiscutibilmente attribuito a Mario Bertolani. Fu lui a convocare la prima e a sollecitare le successive riunioni dei Gruppi e a por mano alla raccolta ed al riordino della documentazione dispersa, oltre che a spendersi personalmente sul campo, per anni, con la bussola e l\u2019ecclimetro in mano in pi\u00f9 di un centinaio di grotte piccole e grandi.<br \/>\nDi non minore importanza l\u2019effetto indotto dalle periodiche assemblee della Commissione, che ben presto cominciarono a sfiorare e poi entrare nel merito di tematiche estranee al Catasto: il rapporto fra i Gruppi, la continua espansione delle attivit\u00e0 estrattive e degli insediamenti abitativi all\u2019interno delle aree carsiche, le azioni dirette di protezione delle grotte, le Scuole di Speleologia, il Soccorso. Le occasioni di confrontarsi estese a tali argomenti divennero ben presto Convegni Regionali. Memorabile il VI, nel 1965 a Formigine: il primo di cui fu possibile stampare gli Atti e da cui presero avvio l\u2019organizzazione del Soccorso Speleologico e la Commissione Nazionale Scuole di Speleologia.<br \/>\nNel 1974 si ritenne che i tempi fossero maturi per una vera e propria Federazione di Gruppi Speleologici, con uno Statuto ed un Regolamento propri, in vista dei compiti di rappresentanza e di coordinamento sempre pi\u00f9 ampi che tutti volevano farle assumere.<br \/>\nDa allora sono trascorsi quarant\u2019anni, che hanno visto nel 1980 la pubblicazione del Catasto in una prima veste cartacea, poi in versione informatica, due Leggi Regionali (1988 e 2006) che hanno riconosciuto lo status e le competenze della FSRER, l\u2019istituzione di un\u2019attiva collaborazione con le Universit\u00e0 di Bologna e Modena, con la Regione stessa e con i Parchi Carsici dell\u2019Emilia-Romagna, campagne di ricerche speleologiche e multidisciplinari nei gessi, alcune prestigiose pubblicazioni, molti Convegni e Congressi: il tutto realizzato direttamente o con il contributo della Federazione.<br \/>\nQuesti gli argomenti delle pagine che seguono, scritte da speleologi che hanno vissuto intensamente i primi quaranta anni della nostra Federazione.<br \/>\nIn questa felice ricorrenza indirizziamo un saluto alla Societ\u00e0 Speleologica Italiana, che in una riunisce e rappresenta tutti i Gruppi e le Federazioni Regionali del nostro Paese ed al Club Alpino Italiano, al quale aderiscono quattro Gruppi della FSRER e rivolgiamo un grato pensiero agli Amici scomparsi: Mario Bertolani, Antonio Rossi, Rodolfo Regnoli e Luciano Bentini, che tanto amarono la Federazione e la cui memoria intendiamo onorare attraverso la mole e l\u2019importanza stessa dei progetti che la FSRER si \u00e8 prefissa negli anni a venire, sentendoci forti solo dell\u2019esempio di chi ci ha preceduto e dell\u2019impegno di quanti operano all\u2019interno dei Gruppi Speleologici Federati ed alla guida della Federazione.<\/p>\n<p><strong>Massimo Ercolani<\/strong><br \/>\nPresidente della Federazione Speleologica Regionale dell\u2019Emilia-Romagna<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table style=\"width: 232px;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 32px;\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/speleologia-emiliana-5-2014.pdf\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/file_extension_pdf.png\" alt=\"file_extension_pdf\" width=\"32\" height=\"32\" \/><\/a><\/td>\n<td style=\"width: 200px;\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/speleologia-emiliana-5-2014.pdf\">Scarica la rivista in PDF<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le genti di questo lembo di pianura che si stende fra il Po e l\u2019Appennino e fra due mari hanno sempre manifestato di possedere la tendenza ad una sorta di individualismo solidale, le cui massime espressioni si possono storicamente riconoscere nell\u2019istituzione dei Comuni e nella pratica della cooperazione. 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