{"id":726,"date":"2014-03-14T15:45:33","date_gmt":"2014-03-14T14:45:33","guid":{"rendered":"http:\/\/fsrer.it\/site\/?p=726"},"modified":"2018-11-25T15:09:08","modified_gmt":"2018-11-25T14:09:08","slug":"speleologia-emiliana-n-4-2013","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fsrer.it\/site\/speleologia-emiliana-n-4-2013\/","title":{"rendered":"Speleologia Emiliana V serie &#8211; n\u00b0 4 &#8211; 2013"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/speleologia-emiliana-4-2013-cover.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-371\" title=\"speleologia-emiliana-4-2013-cover\" src=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/speleologia-emiliana-4-2013-cover.png?w=211\" alt=\"Speleologia Emiliana n\u00b0 4 - 2013\" width=\"211\" height=\"300\" \/><\/a>Ancora una volta, nonostante le ristrettezze economiche determinate dagli inevitabili tagli dei contributi della Regione, si \u00e8 stati in grado di realizzare il presente numero di Speleologia Emiliana e di finire i molti progetti in essere, nonch\u00e9 di attivarne altri. Questo \u00e8 stato possibile grazie ai consolidati e positivi rapporti con i parchi carsici (Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell\u2019Abbadessa e Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola) e con il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione Emilia-Romagna, che hanno permesso di dare continuit\u00e0 alle iniziative della FSRER.<br \/>\n\u00c9 ormai terminato il \u201cProgetto Gypsum LIFE &#8211; Natura e Biodiversit\u00e0\u201d, finalizzato a interventi di pulizia e riqualificazione di doline, inghiottitoi e grotte, e all\u2019installazione di cancelli allo scopo di tutelare le colonie di chirotteri, che le frequentano. La Federazione vi ha partecipato attivamente sin dalle fasi iniziali di progettazione e stesura, dopodich\u00e9 \u00e8 stato portato a termine dai singoli Gruppi. Continua, inoltre, il capillare monitoraggio delle acque carsiche regionali in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 di Bologna. Sempre nell\u2019ambito del progetto LIFE si stanno individuando altri interventi da fare, utilizzando le risorse economiche residue.<br \/>\nNel frattempo \u00e8 stato avviato, con il Parco della Vena del Gesso Romagnola e con la Banca del Germoplasma della Tuscia dell\u2019Universit\u00e0 di Viterbo, un progetto che prevede la riproduzione e la reintroduzione di Asplenium Sagittatum all\u2019interno del Parco. Si tratta di una felce rara in Italia e presente nella Vena del Gesso Romagnola solo all\u2019ingresso della Grotta del Re Tiberio (ER-RA 36), ma ormai estinta da oltre sessanta anni a causa della raccolta indiscriminata e della distruzione del suo habitat da parte della cava. L\u2019obiettivo del progetto sar\u00e0 riprodurre le piante in laboratorio, tramite le spore prelevate da felci conservate presso gli erbari, per poi reintrodurle in ambiente cio\u00e8, in sostanza, agli ingressi delle grotte. Si inquadra nel pi\u00f9 vasto progetto dell\u2019Assemblea delle Nazioni Unite del 2010 \u201cAnno Internazionale della Biodiversit\u00e0\u201d e della \u201cStrategia Nazionale per la Biodiversit\u00e0 2011-2020\u201d adottata dall\u2019Italia. \u00c8 un programma di lavoro che, se realizzato, vedr\u00e0 impegnata la FSRER per alcuni anni a testimonianza, ancora una volta, della sua attenzione alla biodiversit\u00e0 e, in particolare, a quella in ambiente carsico. <!--more-->Sempre in ambito internazionale\/nazionale continua la fattiva collaborazione al progetto del GAL BolognAppennino, fornendo supporto di carattere scientifico per la candidatura, alla commissione European Geopark Network, di un Geoparco, che comprende l\u2019Appennino bolognese, il Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell\u2019Abbadessa e il Parco della Vena del Gesso Romagnola.<br \/>\nA queste concrete iniziative, di tutela dell\u2019ambiente carsico, vanno poi aggiunte tutte le attivit\u00e0 di studio e ricerca finora promosse o sostenute dalla Federazione e svolte dai Gruppi. Se il Progetto Stella-Basino, varato dalla Federazione nel 2008, pi\u00f9 di tutti rappresenta l\u2019apice qualitativo dell\u2019azione della Federazione, oggi la realizzazione dello studio multidisciplinare curato dallo Spelo GAM Mezzano su: \u201cI Gessi e la Cava di Monte Tondo\u201d e la conseguente pubblicazione \u00e8 espressione della capacit\u00e0 dei Gruppi e della Federazione di dare continuit\u00e0 alla propria azione di ricerca.<br \/>\nQueste iniziative hanno portato a un progetto del Parco della Vena del Gesso Romagnola, in collaborazione con la Federazione stessa e l\u2019Istituto Italiano di Speleologia, che prevede lo studio di tutta la Vena del Gesso. Il prossimo impegno riguarder\u00e0 i gessi di Brisighella, Rontana e Castelnuovo; a seguire saranno poi presi in considerazione i gessi di Monte del Casino e Penzola, per poi finire con i gessi di Monte Mauro. In questo senso, il volume del Gruppo Speleologico Bolognese-Unione Speleologica Bolognese (GSB-USB) &#8211; Le Grotte Bolognesi &#8211; \u00e8 un importante contributo. Lo studio su \u201cI Gessi e la Cava di Monte Tondo\u201d ha per\u00f2 anche un altro valore: s\u2019inquadra nel compito di monitoraggio che la Federazione si \u00e8 impegnata a realizzare nella cava di Borgo Rivola (RA). I risultati delle ricerche condotte saranno, nei prossimi anni, alla base di ogni confronto e decisione riguardante l\u2019impatto dell\u2019attivit\u00e0 estrattiva con l\u2019ambiente.<br \/>\nI lavori non si fermano qui. \u00c8 in fase di realizzazione il progetto d\u2019indagine e ricerca sulle miniere ipogee di Lapis Specularis nella Vena del Gesso Romagnola, promosso dalla Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell&#8217;Emilia-Romagna, la Soprintendenza per i Beni Archeologici e il Dipartimento di Archeologia dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna e dal Parco della Vena del Gesso Romagnola. \u00c8 stato svolto un rilievo di dettaglio della Grotta della Lucerna (ER-RA 831), sono in corso ricerche bibliografiche e la predisposizione di un documentario. Sono stati trovati anche nuovi siti, molti dei quali grazie a saggi di scavo. Si \u00e8 partecipato attivamente alla mostra organizzata dal Centro Culturale \u201cM. Guaducci\u201d il 20 aprile scorso (2013) a Zattaglia (RA). Si \u00e8 impegnati nella realizzazione del convegno che si svolger\u00e0 il prossimo settembre presso il Museo di Scienze Naturali di Faenza (RA), promosso dalla Soprintendenza e dal Parco della Vena del Gesso Romagnola. In questo convegno \u00e8 previsto un intervento della Federazione. In seguito saranno pubblicati gli atti che la Federazione sosterr\u00e0 economicamente. Sempre in occasione del convegno sar\u00e0 realizzata una mostra cui la FSRER parteciper\u00e0 attivamente sin dalle fasi di progettazione.<br \/>\nSi \u00e8 anche partecipato all\u2019attivit\u00e0 convegnistica della Regione gi\u00e0 nel 2012, intervenendo ufficialmente, per la prima volta, a un evento scientifico internazionale (7\u00b0 Euregeo \u201cCongresso Europeo sulla Cartografia e i Sistemi Informativi Geologici\u201d organizzato dal Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione Emilia-Romagna) e, di recente, al convegno promosso dall\u2019Associazione Italiana di Geologia e Turismo. Il convegno \u00e8 stato un importante appuntamento di confronto su un tema di grande attualit\u00e0: il rapporto tra turismo e geologia. Ancora una volta \u00e8 stata una buona occasione per far conoscere i progetti della Federazione a un vasto pubblico del settore.<br \/>\nCon il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione Emilia-Romagna si hanno anche altri progetti in corso e in fase di avvio. Sul solco tracciato dall\u2019importante studio sui Geositi Carsici in Emilia-Romagna, realizzato grazie ad Antonio Rossi, si sta avviando un piano di lavoro sulle (ri)sorgenti carsiche nella Regione, che si render\u00e0 concreto con una pubblicazione dedicata. Continua, nello stesso tempo, la realizzazione e l\u2019implementazione del sistema conoscitivo e informativo regionale e il catasto delle grotte, che consentir\u00e0 agli Enti locali una pianificazione territoriale e urbanistica maggiormente sostenibile e attenta alla conservazione del patrimonio carsico. Si \u00e8 impegnati, in particolare, nell\u2019aggiornamento tecnico del Catasto delle Grotte dell\u2019Emilia-Romagna, per adeguarlo alle pi\u00f9 recenti tecnologie 3D. Due corsi, promossi dalle scuole regionali della Societ\u00e0 Speleologica Italiana (SSI) e del Club Alpino Italiano (CAI), sono stati realizzati allo scopo di approfondire l\u2019argomento.<br \/>\nParticolare interesse \u00e8 stato dedicato alla realizzazione del \u201cpiano territoriale\u201d del Parco della Vena del Gesso Romagnola, mettendo a disposizione degli amministratori le conoscenze e le competenze della FSRER. Sono stati promossi tre seminari di studio (a oggi se ne sono realizzati due). Il primo ha riguardato la zonizzazione del parco: in questo seminario sono stati indicati i principali punti d\u2019interesse carsico da considerare nella definizione dei confini del Parco, dando continuit\u00e0 all\u2019azione della Federazione, con particolare riferimento alle proposte formulate nell\u2019anno 2000 dallo Speleo GAM Mezzano e dal Gruppo Speleologico Faentino (GSFa) in merito alla realizzazione del Parco stesso (integrate, nel 2007, con uno studio di dettaglio sui sistemi carsici della Vena del Gesso Romagnola e, in seguito, meglio inquadrate con i geositi carsici individuati dalla Regione sulla base degli studi sui geositi carsici del 2011). Il secondo ha riguardato il tema: \u201cGli Spazi Culturali nella Vena del Gesso Romagnola\u201d, in altre parole l\u2019uso delle strutture esistenti e da realizzare. Anche in questo caso sono state formulate proposte inerenti ai percorsi, agli ambienti di maggiore interesse e alla destinazione di uso di alcuni edifici. Tutto questo in una visione d\u2019insieme che consenta una migliore leggibilit\u00e0 dei territori e di sostegno alla ricerca e allo studio. Il terzo seminario riguarder\u00e0, invece, il ripristino ambientale. Cosi facendo s\u2019interviene sin dalle prime fasi di progettazione del \u201cPiano Territoriale\u201d, svolgendo come Federazione quella funzione fondamentale \u201cdi referente riconosciuta per le attivit\u00e0 speleologiche in Emilia-Romagna\u201d, attribuita dalla legge regionale 2006\/9. Tra i punti di maggiore interesse da considerare nel \u201cPiano Territoriale \u201c vi \u00e8 anche il Museo di Scienze Naturali di Faenza, gestito dal GSFa, in cui la Federazione \u00e8 direttamente coinvolta nella realizzazione di uno specifico progetto sulla speleologia.<br \/>\n\u00c8 stato poi proposto l\u2019utilizzo di un edificio, ora in disuso, per realizzare un centro multidisciplinare, integrato con un sentiero didattico sul carsismo, da intitolare ad Antonio Rossi. La FSRER si \u00e8 anche resa disponibile alla collaborazione per l\u2019uso del \u201cCentro di Tossignano\u201d, dedicato agli aspetti geologici e carsici.<br \/>\nContinua poi il sostegno al progetto \u201cDiversamente Speleo\u201d. \u00c8 questa un\u2019iniziativa di altissimo livello sociale e di solidariet\u00e0 dello Speleo Club Forl\u00ec (SCF).<br \/>\nAnche la vita interna della Federazione si \u00e8 aggiornata a seguito del rinnovo dello statuto avvenuto nel 2012. Con l\u2019elezione delle nuove cariche sociali e, soprattutto, con la costituzione del \u201cConsiglio Direttivo\u201d, avvenute il 12 giugno scorso, si \u00e8 data piena applicazione ai contenuti dello statuto stesso. Ci\u00f2 che si deve fare ora \u00e8 migliorare, il gi\u00e0 ottimo, rapporto tra gli scopi della Federazione e la sua gestione. I progetti in essere e quelli da realizzare saranno il primo banco di prova.<\/p>\n<p><strong>Massimo Ercolani<\/strong><br \/>\nPresidente della Federazione Speleologica Regionale dell\u2019Emilia-Romagna<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table style=\"width: 232px;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 32px;\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/speleologia-emiliana-4-2013.pdf\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/file_extension_pdf.png\" alt=\"file_extension_pdf\" width=\"32\" height=\"32\" \/><\/a><\/td>\n<td style=\"width: 200px;\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/speleologia-emiliana-4-2013.pdf\">Scarica la rivista in PDF<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora una volta, nonostante le ristrettezze economiche determinate dagli inevitabili tagli dei contributi della Regione, si \u00e8 stati in grado di realizzare il presente numero di Speleologia Emiliana e di finire i molti progetti in essere, nonch\u00e9 di attivarne altri. 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