{"id":480,"date":"2013-03-29T10:48:00","date_gmt":"2013-03-29T09:48:00","guid":{"rendered":"http:\/\/fsrer.it\/site\/?p=480"},"modified":"2018-11-25T15:09:04","modified_gmt":"2018-11-25T14:09:04","slug":"speleologia-emiliana-n-3-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fsrer.it\/site\/speleologia-emiliana-n-3-2012\/","title":{"rendered":"Speleologia Emiliana V serie &#8211; n\u00b0 3 &#8211; 2012"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/speleologia-emiliana-3-2012-cover.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-371\" title=\"speleologia-emiliana-3-2012-cover\" src=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/speleologia-emiliana-3-2012-cover.png?w=211\" alt=\"Speleologia Emiliana n\u00b0 3 - 2012\" width=\"211\" height=\"300\" \/><\/a>Un anno \u00e8 trascorso dalla precedente pubblicazione della nuova serie di \u201cSpeleologia Emiliana\u201d, un anno in cui la Federazione e i Gruppi che la compongono hanno sviluppato un\u2019intensa attivit\u00e0.<br \/>\nAnche se pu\u00f2 sembrare scontato, \u00e8 importante ricordare che l\u2019attivit\u00e0 \u00e8 stata incentrata sullo studio, la divulgazione e la tutela delle aree carsiche regionali; sul contributo di merito alla stesura delle nuove norme regionali riguardanti i Parchi e sul futuro della Federazione rinnovandone lo statuto.<br \/>\nI consolidati e positivi rapporti con i Parchi carsici (Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell\u2019Abbadessa e Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola) e con il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione Emilia-Romagna, hanno permesso di dare continuit\u00e0 alle iniziative federali.<br \/>\nSi \u00e8 partecipato ufficialmente, per la prima volta, a un evento scientifico internazionale: il 7\u00b0 Euregeo \u201cEuropean Congress on Regional Geoscientific Cartography and Information Systems\u201d (\u201cCongresso Europeo sulla Cartografia e i Sistemi Informativi Geologici\u201d), organizzato dal Servizio Geologico e Sismico della Regione Emilia-Romagna.<br \/>\nIl progetto \u201cGypsum LIFE- Riqualificazione delle Cavit\u00e0 Carsiche\u201d, avviato con i Parchi regionali in ambito europeo, \u00e8 alle battute finali. Nel Parco della Vena del Gesso Romagnola, dove da oltre un anno cinque Gruppi sono impegnati in interventi di riqualificazione e disostruzione di complessivi venti siti tra doline, inghiottitoi e grotte, dopo oltre 450 ore di lavoro volontario ha portato alla rimozione di circa 60 q di rifiuti cui vanno aggiunti altri 400 q di sfridi industriali di pelle per scarpe. I lavori sono attualmente terminati: resta solo da rimuovere la rete metallica di recinzione del Parco del Carn\u00e8 e da chiudere le cinque grotte individuate con il Parco.<!--more-->Sempre riguardo a quest\u2019ultimo progetto: prosegue il monitoraggio delle acque carsiche in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra e Geologico-Ambientali dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna.<br \/>\nSi sta partecipando, fornendo un supporto di carattere scientifico, a un progetto del GAL BolognAppennino, per la candidatura, alla commissione European Geopark Network, di un Geoparco che comprenda l\u2019Appennino bolognese, il Parco dei Gessi e Calanchi dell\u2019Abadessa e la Vena del Gesso Romagnola. Si \u00e8 iniziato, a cura dello Speleo GAM Mezzano, il monitoraggio degli ambienti carsici prossimi alla cava di Monte Tondo, come previsto nella \u201cValutazione di Impatto Ambientale\u201d deliberata dalla Provincia di Ravenna. Sempre nell\u2019ambito di quest\u2019attivit\u00e0, si sta procedendo alla realizzazione e pubblicazione di un volume riguardante Monte Tondo. Si \u00e8 stati poi coinvolti nel progetto promosso dal Gruppo Speleologico Faentino (GSFa): il recupero del Museo di Scienze Naturali di Faenza.<br \/>\nQuest\u2019adesione non \u00e8 formale. Ci s\u2019impegna nel lavoro di recupero, consapevoli che un museo possa essere una vetrina per la Vena del Gesso Romagnola e per la Speleologia, un luogo di raccolta della conoscenza e non un semplice \u201cdeposito\u201d; un luogo di ricerca, di studio e di confronto, convinti che la conservazione del patrimonio di conoscenze del territorio e la tutela dell\u2019ambiente vadano di pari passo.<br \/>\nIn base al \u201cProtocollo d\u2019Intesa tra il Consorzio Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola, la Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell\u2019Emilia Romagna, la Soprintendenza per i Beni Archeologici e il Dipartimento di Archeologia dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna\u201d e alla \u201cConvenzione tra il Consorzio di Gestione del Parco della Vena del Gesso Romagnola e la Federazione Speleologica Regionale dell\u2019Emilia Romagna\u201d si \u00e8 avviato un progetto d\u2019indagine e ricerca sulle miniere ipogee di Lapis specularis nella Vena del Gesso Romagnola, progetto esteso anche ai Gessi Bolognesi.<br \/>\nSempre nell\u2019ambito di un\u2019attenta politica ambientale si \u00e8 intervenuti sulla definizione della Legge Regionale di \u201criorganizzazione del sistema regionale delle aree protette e dei siti Natura 2000\u201d e sull\u2019istituzione del Parco regionale fluviale dello Stirone. Si sono presentate alcune osservazioni critiche, sostenendole con precisi emendamenti. Purtroppo la Regione non ne ha tenuto conto.<br \/>\nAncora pi\u00f9 grave \u00e8 che la legge approvata, dia pi\u00f9 importanza ai rapporti tra Regione ed enti locali anzich\u00e9 alla protezione dell\u2019ambiente. \u00c8 una norma giuridica contorta, lontana dai problemi dei cittadini, che non tiene nella dovuta considerazione il ruolo dei tanti lavoratori che con grande impegno operano nei parchi. In una parola, la si pu\u00f2 definire una legge autoreferenziale.<br \/>\nCostruisce un sistema di gerarchie tra enti, spostando le decisioni a livello locale, quando l\u2019esperienza insegna che a questo livello i compromessi politici, economici e gli interessi egoistici prevalgono sempre sulla tutela dell\u2019ambiente. Ormai, a dieci mesi dall\u2019approvazione, si vedono gi\u00e0 i primi risultati negativi: l\u2019area romagnola \u00e8 ancora commissariata con gravi conseguenze per l\u2019attivit\u00e0 del parco stesso. Molti speleologi, a titolo personale, sono intervenuti a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto e come Federazione si \u00e8 offerto un piccolo contributo economico.<br \/>\nCi si \u00e8 impegnati a sostenere lo Speleo Club Forl\u00ec (SCF) nell\u2019\u201dimpresa di Giotto e Giulio\u201d: ragazzi affetti da una disabilit\u00e0 alle gambe, costretti a vivere su una carrozzina. Quanto fatto da questo Gruppo \u00e8 un importante esempio di solidariet\u00e0 e di cura e la Federazione cercher\u00e0 di aiutarli nei modi dovuti. Quanto all\u2019attivit\u00e0 \u201cinterna\u201d, oltre a ci\u00f2 che i singoli Gruppi hanno fatto, si ricordano: la pubblicazione del volume \u201cle Grotte Bolognesi\u201d da parte del Gruppo Speleologico Bolognese \u2013 Unione Speleologica Bolognese (GSB-USB), nell\u201980\u00b0 della costituzione del GSB, e il rinnovo dello statuto della Federazione.<br \/>\nTale rinnovo \u00e8 stato un\u2019importante occasione di confronto e riflessione sulla Speleologia, sulla Federazione e sui Gruppi stessi. Lo statuto approvato \u00e8 stato fatto prendendo come riferimento quello precedente (in particolare le regole condivise e applicate dal 1995) e variandolo in base alle nuove domande ed esigenze, senza perdere la memoria storica e \u201cistituzionale\u201d. Si \u00e8 cercata un\u2019adeguata congiunzione tra gli scopi e la gestione. In questo modo si dovrebbe avere una Federazione pi\u00f9 aperta, dove ogni Gruppo dovrebbe essere maggiormente impegnato a dare il proprio contributo, convinti che il totale sia maggiore della somma delle singole parti. Questa \u00e8 la chiave di lettura dei vari articoli che compongono lo statuto.<\/p>\n<p><strong>Massimo Ercolani<\/strong><br \/>\nPresidente della Federazione Speleologica Regionale dell\u2019Emilia-Romagna<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table style=\"width: 232px;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 32px;\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/speleologia-emiliana-3-2012.pdf\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/file_extension_pdf.png\" alt=\"file_extension_pdf\" width=\"32\" height=\"32\" \/><\/a><\/td>\n<td style=\"width: 200px;\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/speleologia-emiliana-3-2012.pdf\">Scarica la rivista in PDF<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un anno \u00e8 trascorso dalla precedente pubblicazione della nuova serie di \u201cSpeleologia Emiliana\u201d, un anno in cui la Federazione e i Gruppi che la compongono hanno sviluppato un\u2019intensa attivit\u00e0. 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