{"id":133,"date":"2010-10-10T14:39:27","date_gmt":"2010-10-10T12:39:27","guid":{"rendered":"http:\/\/fsrer.wordpress.com\/?p=133"},"modified":"2015-08-03T08:18:06","modified_gmt":"2015-08-03T06:18:06","slug":"il-progetto-stella-basino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fsrer.it\/site\/il-progetto-stella-basino\/","title":{"rendered":"Il progetto Stella-Basino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align:justify;\">A cura di Paolo Forti e Piero Lucci<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-140 aligncenter\" title=\"Il progetto Stella-Basino\" src=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/basino_cover.jpg\" alt=\"Il progetto Stella-Basino\" width=\"211\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/basino_cover.jpg 652w, https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/basino_cover-211x300.jpg 211w, https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/basino_cover-624x886.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Studiare una grotta \u00e8 come tessere le trame di un racconto che inizia lontano nel tempo e che, come avviene in ogni narrazione, \u00e8 l\u2019intreccio di tanti mutamenti. Leggere ci\u00f2 che \u00e8 accaduto implica pazienza, attenzione e, soprattutto, possedere pi\u00f9 codici di interpretazione. Lo studio della grotta Stella-Basino inizia nel 1912 con le ricerche del naturalista friulano Giovanni Battista De Gasperi che percorse esternamente la Valle del Rio Stella ed ipotizza un corso sotterraneo delle sue acque.<br \/>\nTra il 1952 e il 1955 si susseguono alcune campagne di esplorazioni del Gruppo \u201cPellegrino Strobel\u201d di Parma; mentre dal 1957 iniziano le ricerche dei gruppi speleologici di Faenza a cui si\u00a0 deve il primo rilievo dell\u2019intero sistema. Sottolineare la linea temporale delle esplorazioni \u00e8 importante per comprendere l\u2019importanza e la ricchezza dei risultati raggiunti e perch\u00e9 la\u00a0 conoscenza di un grande sistema carsico si costruisce nel tempo, con il contributo di tanti, e mai si esaurisce. Convinti di ci\u00f2, quando abbiamo iniziato il \u201cProgetto Stella-Basino\u201d, abbiamo\u00a0 cercato di aggregare, oltre agli speleologi della Regione, le Istituzioni, e quegli esperti che hanno contribuito, nel tempo, a studiare ed a far conoscere in Italia e nel mondo la Vena del Gesso\u00a0 Romagnola. La nostra Federazione Speleologica Regionale, organizzatrice del Progetto ha coinvolto, tra gli altri, il Servizio Geologico Sismico e dei Suoli della Regione Emilia-Romagna, il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, il Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell\u2019Abbadessa nonch\u00e9 alcuni ricercatori delle Universit\u00e0 di Bologna e di Modena-Reggio Emilia. Costante \u00e8 poi stato il rapporto con le Comunit\u00e0 locali che vivono a pochi passi dalle grotte della Vena e che, come abbiamo constatato in pi\u00f9 occasioni, poco o nulla sapevano di questi ambienti nascosti. Fondamentali sono anche stati i ripetuti incontri con i ragazzi delle scuole di primo grado della zona, cercati e voluti sia dai loro insegnanti che dagli speleologi.<!--more--><br \/>\nNon \u00e8 certo un caso che questi ultimi abbiano collaborato alla realizzazione, presso l\u2019istituto scolastico di Riolo Terme, di un piccolo centro di documentazione dedicato appunto alla Vena del Gesso romagnola. Obiettivo principale del progetto \u00e8 stato quindi quello di far conoscere a quante pi\u00f9 persone possibile il patrimonio carsico della Vena, convinti che una diffusa e profonda conoscenza sia presupposto assolutamente necessario per una sua adeguata tutela. Purtroppo (o per fortuna\u2026) le nostre grotte poco si prestano ad essere commercialmente sfruttate per cui \u00e8 facile dimenticare un patrimonio naturale nascosto ai pi\u00f9 e che non crea profitti. Non possiamo del resto dimenticare che, a circa due chilometri dal Complesso Stella-<br \/>\nBasino, \u00e8 attiva la cava di gesso di Monte Tondo, tra le maggiori dell\u2019intero continente, che, spesso tra l\u2019indifferenza di certi Amministratori locali, sta, ancor ora, distruggendo due grandi sistemi carsici. L\u2019Inghiottitoio del Rio Stella e la Grotta Sorgente del Rio Basino, ubicati nei comuni di Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme (Provincia di Ravenna), costituiscono un eclatante esempio di traforo idrogeologico in roccia gessosa che, con i suoi 5 chilometri di sviluppo, \u00e8 tra i maggiori dell\u2019intero continente. Questa grotta \u00e8 percorribile, pur con difficolt\u00e0, da monte a valle cio\u00e8 dal punto in cui il Rio Stella scompare sottoterra al piede di una splendida falesia, fino a dove il torrente stesso, che a valle prende il nome di Rio Basino, termina il suo percorso ipogeo. Prima di abbandonare la Formazione evaporitica, il torrente percorre ancora una stretta e caratteristica forra scorrendo tra massi di frana, meandri, piccoli canyon, brevi cascate nonch\u00e9 alcuni brevi tratti sotterranei. Infine, dopo un percorso epigeo nelle Argille plioceniche, si immette nel Torrente Senio, in prossimit\u00e0 della localit\u00e0 Isola.<br \/>\nIl progetto di ricerca multidisciplinare \u00e8 iniziato negli ultimi mesi del 2007 con l\u2019esplorazione sistematica del complesso sotterraneo, nel quale gli speleologi dei gruppi operanti hanno individuato vari chilometri di ambienti sconosciuti, vasti saloni di crollo, alcuni nuovi tratti ipogei delle acque e zone con concrezioni gessose e calcaree di grande interesse. All\u2019esplorazione ha fatto seguito un accurato rilievo per definire l\u2019andamento, lo sviluppo e la profondit\u00e0 della grotta. All\u2019esterno \u00e8 stata eseguita una poligonale di massima precisione che ha collegato gli ingressi di tutte le grotte appartenenti al sistema e confermato l\u2019ottima qualit\u00e0 del rilievo ipogeo. \u00c8 stato anche studiato l\u2019orientamento delle principali linee di frattura e di dislocazione tettonica, le deformazioni strutturali delle rocce, la rete idrografica sotterranea ed i depositi fisici in essa contenuti, ecc. Sono state analizzate anche le morfologie di superficie, poi messe in relazione con quelle presenti all\u2019interno della cavit\u00e0. Nello studio dei percorsi sotterranei delle acque siamo ricorsi a colorazioni tramite fluoresceina che ci hanno permesso di definire con precisione il collegamento idrologico tra il complesso Rio Stella-Rio Basino ed il vicino Abisso Luciano Bentini.<br \/>\nI depositi fisici, che nel corso del tempo le acque hanno trascinato all\u2019interno del complesso ipogeo, si sono poi rivelati del tutto particolari in quanto in essi sono stati rinvenuti resti di piante, reperti osteologici di animali e manufatti antropici; tutte testimonianze che richiamano quello che era, un tempo, l\u2019ambiente esterno.<br \/>\nE&#8217; stato anche realizzato un accurato studio composizionale dei materiali clastici presenti in tali riempimenti alluvionali allo scopo di ricostruire il succedersi, nel tempo, dei diversi episodi di dinamica idraulica che hanno interessato il torrente. Sono state effettuate ricerche di biospeleologia con particolare attenzione ai Chirotteri; eccezionale \u00e8 stata la scoperta di una colonia di oltre un migliaio di individui di Rhinolophus euryale in un remoto salone raggiunto per la prima volta durante le esplorazioni. Gli ambienti, sia interni che esterni, a loro volta sono stati oggetto di indagini microbiologiche, floristiche e faunistiche.<br \/>\nNel corso di quasi tre anni l\u2019impegno \u00e8 stato intenso e continuo e tutti i partecipanti al progetto hanno messo a disposizione le loro conoscenze ed il loro tempo a titolo assolutamente volontario. L\u2019elemento che pi\u00f9 ha sorpreso durante questi tre anni \u00e8 stata comunque la crescente e sentita partecipazione delle comunit\u00e0 locali. Il rapporto, sempre cercato degli speleologi, con chi vive nel territorio si \u00e8 ben presto trasformato in reciproche opportunit\u00e0 di nuove relazioni umane, di scambio di idee e di coinvolgimento nel Progetto.<br \/>\nAgli speleologi \u00e8 stata riservata ovunque una calda ospitalit\u00e0 e luoghi dove incontrarsi e lavorare. \u00c8 testimonianza di ci\u00f2 la partecipazione della Comunit\u00e0 locale al primo campo speleologico organizzato a Borgo Rivola (Comune di Riolo Terme) dal 30 Maggio al 2 Giugno 2008. Questo appuntamento, a cui hanno partecipato oltre 100 speleologi, \u00e8 stato eccezionale<br \/>\nper ospitalit\u00e0, partecipazione, scambio di informazioni e di esperienze relazionali. Altrettanto partecipato anche il secondo campo organizzato a Casola Valsenio nell\u2019ambito della Settimana Europea dei Parchi. In questa localit\u00e0, ben nota per essere sede di periodici e partecipati incontri internazionali di speleologia, \u00e8 stata allestita una mostra a carattere divulgativo sul Progetto stesso. Infine, nel Giugno 2010 a Zattaglia (Comune di Brisighella) e nell\u2019ambito della prima festa del Parco della Vena del Gesso Romagnola, abbiamo organizzato, quale sintesi conclusiva dell\u2019operazione, un Corso tematico di secondo livello che ha visto la presenza di molti speleologi, anche di altre regioni e la partecipazione attiva di quanti hanno\u00a0 contribuito alla buona riuscita del Progetto. Con questo studio si \u00e8 data continuit\u00e0 ai rapporti tra Federazione Speleologica, Regione Emilia-Romagna e Parchi Regionali dei Gessi\u00a0 Romagnoli e Bolognesi, che sicuramente non si esauriranno con la conclusione di questo lavoro.<br \/>\nSono testimonianza di ci\u00f2: la recente approvazione di una seconda Legge Regionale sulla Speleologia, la pubblicazione di uno ponderoso e completo studio sui geositi carsici dell\u2019Emilia-Romagna, le convenzioni in atto con i parchi carsici regionali, la prossima messa in rete &#8211; nel contesto del Sistema Informativo Regionale &#8211; del Catasto Speleologico e la recente adesione della Federazione Speleologica Regionale dell\u2019Emilia-Romagna al \u201cProgetto Gypsum LIFE &#8211; Natura e Biodiversit\u00e0\u201d che vede il suo coinvolgimento diretto in un programma di respiro europeo.<br \/>\nCi auguriamo che il nostro lavoro possa essere considerato un esempio ed uno stimolo per una miglior definizione delle scelte, dei progetti e dei piani che le Amministrazioni locali, spesso non troppo attente alle problematiche ambientali, dovranno realizzare in futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Massimo Ercolani<\/strong><br \/>\nFederazione Speleologica<br \/>\nRegionale dell\u2019Emilia-<br \/>\nRomagna \/ Speleo GAM<br \/>\nMezzano<\/p>\n<p><strong>Piero Lucci<\/strong><br \/>\nFederazione Speleologica<br \/>\nRegionale dell\u2019Emilia-<br \/>\nRomagna \/ Speleo GAM<br \/>\nMezzano<br \/>\nCoordinatore Progetto Stella-Basino<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table style=\"width: 232px;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 32px;\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/il progetto stella basino.pdf\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/file_extension_pdf.png\" alt=\"file_extension_pdf\" width=\"32\" height=\"32\" \/><\/a><\/td>\n<td style=\"width: 200px;\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/fsrer.it\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/il progetto stella basino.pdf\">Scarica il libro in PDF<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Paolo Forti e Piero Lucci Studiare una grotta \u00e8 come tessere le trame di un racconto che inizia lontano nel tempo e che, come avviene in ogni narrazione, \u00e8 l\u2019intreccio di tanti mutamenti. 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